UN USO CONSAPEVOLE

Urzula Martinez

Ursula Martinez è una scrittrice, cabarettista e attrice teatrale britannica. Sono venuta a conoscenza della sua esistenza tramite un video di una sua performance ricevuto su WhatsApp.  Nel video Ursula esegue un gioco di prestigio molto divertente: nasconde un fazzolettino rosso tra le mani e lo fa ricomparire tra gli indumenti che indossa; ogni volta che il fazzolettino ricompare, lei si libera di un pezzo del suo outfit fino a rimanere completamente nuda; in pratica, un vero e proprio striptease. Ma è uno striptease che non ha nulla di ammiccante o provocante o volgare: Ursula si muove sul palco con un’ironia ed una consapevolezza di se stessa e del suo corpo che non lascia spazio a nessuna immaginazione erotica o a sfondo sessuale.

Ho fatto vedere questo video a diverse conoscenze femminili e maschili per osservare le loro reazioni: le donne sono rimaste affascinate dalla sicurezza di Ursula, mentre gli uomini erano quasi spiazzati di fronte a quella donna che, nonostante fosse completamente nuda, riusciva a gestirsi e a presentarsi in modo così sicuro e professionale di fronte ad un pubblico di centinaia di persone.

“Sono talmente sicura di me, della mia femminilità, delle mie capacità che posso permettermi di passeggiare avanti ed indietro sul palco di un grande teatro senza, per questo, fare di me un oggetto di desiderio o di perversione sessuale; senza che questo faccia nascere nella testa degli uomini il desiderio di possedermi o di abusare di me.”  Questo è quello che ho visto io nella performance di questa artista.

Ripenso al video musicale Blurred Lines e mi appare così stridente il contrasto tra l’uso che fa Emily del suo corpo e quello che ne fa Ursula. E’ vero che noi donne dobbiamo essere libere di vestirci (o non vestirci!) nel modo in cui riteniamo più opportuno, ma è anche vero che dobbiamo essere consapevoli dell’uso che facciamo del nostro corpo. E’ il modo in cui ci poniamo di fronte agli uomini che fa, o non fa, di noi un oggetto da conquistare (quando va bene) o da possedere (quando va male). Dobbiamo imparare a mandare un tipo di messaggio nuovo; un messaggio in cui il nostro corpo non è altro che il contenitore del nostro io, delle nostre conoscenze, delle nostre capacità. Noi non siamo solo il contenitore, noi siamo soprattutto quello che sta dentro il contenitore.  E allora: Evviva Ursula! Evviva Ursula che fa del suo corpo un uso consapevole, talmente consapevole da renderlo protagonista in un lavoro creativo come quello della cabarettista

One Comment

  1. Calliope said:

    Ho osservato attentamente il video in questione: Ursula è molto professionale nei suoi movimenti, ma in molti passaggi il suo numero scade nel volgare. Il finale è letteralmente disgustoso. Trovo poi esagerate le smorfie e le espressioni del volto: diventa una maschera grottesca priva di espressività. Non credo che Ursula avrebbe riempito il teatro se non avesse fatto lo spogliarello: il suo non è un numero di magia, non è un balletto, non vedo particolari doti artistiche …….
    Sarò arretrata, ditemelo pure liberamente, ma secondo me la nudità resta un fatto privato da gestire in modo discreto.

    luglio 8, 2016

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