WHAT’S ON A MAN’S MIND

Qualche giorno fa, durante una conversazione telefonica, un mio amico che di professione fa lo storico, ha fatto un’interessante considerazione riguardo ai rapporti di coppia.

“Ho capito qual è il motivo per cui le relazioni non funzionano.”

“Sarebbe?”

“Dipende dal fatto che voi donne pretendete da noi uomini un’attenzione costante e stabile, sia qualitativamente che quantitativamente; ma questa, per noi, è un’impresa impossibile.

“Perché impossibile?”

Perché noi abbiamo una mente semplice, che si distrae per un nulla e che si accontenta di poco: una birra con gli amici, una partita di calcetto, la vista di un bel paio di tette o di un bel culo…”

“Come strategia di marketing a favore del sesso maschile la trovo poco efficace, francamente.”

“Nessuna strategia: è la realtà.”

In silenzio rifletto. Poi chiedo:

“Secondo te è la mancanza di attenzione da parte vostra che ci rende delle rompipalle croniche?

“Si.”

“Si, è la mancanza o si, siamo delle rompipalle?”

“Entrambe.”

“Perfetto…”

Sono andata a dormire con queste domande che mi ronzavano nella testa: perché noi donne abbiamo bisogno dell’attenzione dell’uomo per essere felici e sentirci vive? Siamo tutte affette dalla sindrome della dipendente affettiva? Ed è vero che il nostro io si realizza soltanto nel momento in cui un uomo ci rivolge il suo interesse?

Se le cose stanno così, e se la tesi del mio amico è dimostrabile (ed io credo che lo sia), allora noi donne siamo condannate a un’esistenza impregnata di infelicità.

Visto che la mente maschile non può garantirci una quantità di attenzione tale da renderci felici, forse noi donne dovremmo iniziare a guardarci intorno per capire dove poterla reperire. O forse dovremmo soltanto imparare a guardare dentro noi stesse, perché è lì che sta la soluzione.

La verità è questa: l’unica persona che può assicurarti un’attenzione qualitativamente costante e durevole nel tempo sei tu. Tu sei l’unico essere vivente che può prendersi cura di te stessa al meglio delle sue capacità, perché nessuno meglio di te sa di cosa hai bisogno per stare bene. Arrenditi e rassegnati al fatto che l’attenzione del tuo compagno è soggetta a cali fisiologici e impiega il tempo in cui lui è distratto per fare “altro” piuttosto che rompergli le palle: rompere le palle è un’attività noiosa e avvilente sia per chi la pratica sia per chi la subisce; e, alla lunga, è decisamente controproducente e nociva per le dinamiche di coppia. Mollalo con serenità alle sue distrazioni e vivi questi ritagli di tempo e libertà per investire su te stessa e migliorarti come persona. Vai in palestra, leggi, iscriviti a un corso di cinese, di fotografia, di ceramica, di découpage: qualunque attività ti faccia stare bene, quella è l’attività giusta per te. E per lui; se non vi saranno stati rinfacci e recriminazioni, una volta terminato il calo di attenzione, lui tornerà da te sereno, con maggiore voglia di vederti e di stare insieme.

One Comment

  1. Calliope said:

    Sentirsi amata e ricoperta di affetto fa piacere ad ogni donna; ma ha ragione Margherita quando dice che ciascuna di noi deve prendersi cura di se stessa al meglio e questa attenzione non può essere sostituita con niente. Altrimenti rischiamo di incorrere in una forma di “dipendenza affettiva” destinata a non essere mai saziata. Spesso capita che una donna si trovi ad elemosinare più attenzioni e immancabilmente ottiene l’esatto opposto. Quindi perché una relazione affettiva sia costruita su basi solide è necessario non mettere vincoli alla libertà dell’altro/a. Amarsi veramente significa scegliersi ogni giorno, con un atto libero e privo di condizionamenti.

    giugno 25, 2017

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